Perché la difesa personale non è mai semplice, né in Italia né negli Stati Uniti.
Difendi la tua posizione?

Di Luca Damante

L’autodifesa è una caratteristica dell’umanità fin dagli albori della civiltà. Oggi, in un contesto di crescenti tensioni sociali e aggressività sempre maggiore, la necessità di proteggersi è diventata più impellente che mai.
Ma difendersi non significa reagire istintivamente: significa agire nel rispetto dei valori etici e morali e, quando questi non bastano, entro i limiti della legge. È la legge a definire il confine tra protezione e abuso.
La legittima difesa, così come interpretata dalle autorità, è una rarità, non la norma. Negli Stati Uniti si stimano 1,8 milioni di episodi di legittima difesa ogni anno, ma solo poche centinaia vengono classificati come omicidio giustificabile dall’FBI. In Italia, i casi riconosciuti sono solo poche decine.

 

Luca Damante mostra come difendersi usando le mani e l’ingegno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltrepassare il limite
La linea bianca è una metafora per comprendere la legge: sottile, quasi invisibile. Vediamo una traccia di vernice che separa due corsie. La linea di demarcazione può essere interpretata come una prevenzione della collisione tra due mondi metaforici. Concepiamo un confine per proteggere l’ordine dal caos, la sicurezza dal rischio. Nell’autodifesa, la linea bianca esiste davvero: non è sull’asfalto, è nella legge. Tutto cambia quando la oltrepassiamo.
La linea bianca della legge ci protegge. L’autodifesa funziona allo stesso modo.
Viviamo in un mondo che registra tutto. Siamo circondati da telecamere stradali, telecamere di sicurezza, videocitofoni, dashcam, bodycam e, soprattutto, smartphone. Questo significa che la nostra difesa non si basa solo su ciò che facciamo, ma anche su ciò che viene registrato.
Una telecamera può salvarci se il nostro comportamento è necessario e proporzionato, oppure condannarci se oltrepassiamo il limite. E spesso chi assiste a un evento non interviene: filma. Viviamo in una società in cui la responsabilità è individuale e ogni gesto può diventare prova.
La legittima difesa non è più ciò che fai, ma ciò che sarai in grado di dimostrare.

Legge del Paese
Le leggi servono a guidare i cittadini e a definire ciò che è consentito. Ogni Stato ha la propria visione dell’autodifesa, plasmata dalla storia e dalla cultura. Il punto non è quale sistema sia migliore, ma quali leggi esistano e siamo tenuti a rispettare. Il nostro comportamento deve rimanere al di sotto della soglia di rischio definita dalla legislazione e interpretata dai tribunali.
Italia e Stati Uniti hanno punti di vista diversi sulla validità della legittima difesa. L’articolo 52 del Codice penale italiano disciplina ciò che una persona può e non può fare di fronte a una minaccia imminente. La legittima difesa in Italia si basa sulla necessità, sulla proporzionalità e sull’immediatezza del pericolo. Negli ultimi anni, sono stati aggiunti due elementi: il grave turbamento emotivo e il rafforzamento della difesa domestica.
Gli Stati Uniti hanno diverse dottrine basate su principi simili di autodifesa. Non esiste un’unica legge che disciplini la protezione personale in tutto il paese. Piuttosto, ogni stato applica una delle tre dottrine principali: Stand Your Ground, Castle Doctrine, Duty to Retreat (obbligo di ritirata). La frammentazione è notevole, ma i principi rimangono simili:

Difenditi senza indietreggiare
Non hai alcun obbligo di ritirarti se ti trovi in un luogo lecito. Puoi usare la forza, anche letale, quando la ritieni necessaria per prevenire gravi danni. Questo non ti autorizza a reagire. La legittima difesa richiede ragionevolezza.

Dottrina del castello
Nella tradizione giuridica americana, la propria casa è considerata il proprio castello. L’intrusione genera una presunzione di pericolo immediato. Il giudice valuta comunque le dinamiche e il contesto. In alcuni stati, la dottrina del cartello può estendersi all’automobile o al luogo di lavoro.

Obbligo di ritirata
Se è possibile fuggire in sicurezza, la ritirata è obbligatoria; in caso contrario, la difesa diventa legittima. Questo principio è applicato in diversi stati del Nord-Est.
Molti stati combinano elementi delle tre dottrine, a volte confondendo sia i pubblici ministeri che gli avvocati difensori.

Il mito della legittima difesa

Molti credono che difendersi negli Stati Uniti sia più facile che in qualsiasi altro Paese, Italia compresa. In realtà, la responsabilità penale e civile in America è severa. Le pene detentive possono essere lunghe. I risarcimenti possono essere ingenti. Ogni dettaglio viene valutato da giudici e giurie. Anche quando la legge consente l’uso della forza, è necessario dimostrare che fosse realmente necessaria e inevitabile.

Un’arma può facilitare la difesa fisica, ma rende la difesa legale molto più complessa. La maggior parte dei casi controversi riguarda situazioni disarmate; i casi con armi sono meno frequenti ma comportano enormi rischi legali. Uno strumento letale non è un vantaggio, bensì un moltiplicatore di rischio. Le armi non determinano la legittimità. Le modalità e la consapevolezza con cui è stato utilizzato uno strumento di difesa decideranno se si tratta di legittima difesa.

La legittima difesa non è un gesto tecnico: è un comportamento e una responsabilità. La legge non protegge l’azione; protegge la necessità, e la necessità deve essere dimostrata.

 

Nota del redattore:
Luca Damante è un formatore con sede in Sicilia e fondatore del sistema Wing Tsun Damante. Si occupa di formazione comportamentale, gestione del rischio e divulgazione scientifica sull’autodifesa in Italia e negli Stati Uniti. È possibile contattarlo all’indirizzo e-mail: Luca.damante@virgilio.it. Il suo sito web è: www.wingtsundamante.com

Articolo pubblicato sulla rivista Primo, di Washington DC: https://www.onlineprimo.com/selfdefenseitalyamerica.html